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Europa e ambiente: quali obiettivi e quali risultati?

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Se ne parla tanto ma spesso a vanvera. Per questo ci siamo presi la briga di leggere un po’ di noiose scartoffie e riassumervi brevemente gli obiettivi di politica ambientale dell’Unione Europea per i prossimi decenni. Trattandosi di direttive e decisioni comunitarie, anche l’Italia dovrà adeguarsi e ognuno di noi, si spera, sperimenterà gli effetti.

Obiettivi 20-20-20

Il primo pacchetto di misure dell’UE per il clima e l’energia è stato adottato nel 2008 e il termine temporale fissato era il 2020 (quindi ci siamo quasi!). Si tratta dei famosi obiettivi 20-20-20:

  • una riduzione del 20% (rispetto ai dati del 1990) delle emissioni di gas a effetto serra;
  • un aumento al 20% della quota di energie rinnovabili;
  • un miglioramento dell’efficienza energetica del 20%.

Nuovi target europei per l’ambiente: mission 2030

Gli obiettivi sono stati poi rimodulati nel 2014 con un nuovo traguardo, quello del 2030:

  • una riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990)
  • una quota almeno del 27% di energia rinnovabile
  • un miglioramento almeno del 27% dell’efficienza energetica

Questo per centrare l’obiettivo a lungo termine per il 2050, cioè un’economia prospera, moderna e a impatto zero, e anche quanto sottoscritto con l’Accordo di Parigi, cioè mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2°C, meglio ancora attestarlo a 1.5°C.

Europa e ambiente: obiettivi e risultati, a che punto siamo?

Vediamo ora come stiamo andando, secondo i dati ufficiali 2018 dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA):

Europa ambiente obiettivi e risultati
I progressi dell’UE rispetto ai target fissati per 2020 e 203: a che punto siamo?
Europa ambiente obiettivi e risultati 2020
Progressi attuali degli Stati Membri verso i 3 obiettivi del 2020: Italia sulla buona strada!
Situazione rispetto agli obbiettivi 2030…non buonissima per ora!

Cosa è stato fatto e cosa resta da fare?

In pratica questa è la situazione: ci si aspetta ancora di riuscire a centrare gli obiettivi per il 2020 (anzi al momento siamo addirittura oltre le aspettative rispetto alla riduzione della CO2, con un -22% rispetto al 1990) ma gli sforzi vanno rafforzati se si vogliono raggiungere i risultati fissati per il 2030. Questo perché lo sforzo in termini di progetti e investimenti, dopo il 2020, sembra diminuirà e di questo passo non saremo in grado di ridurre le emissioni del 40%. Per non parlare poi di quanto diventerebbero utopici quelli per il 2050, laddove ci si aspetta una riduzione dell’80/95%.

Stesso discorso vale per l’impiego di energie rinnovabili che, dopo una grossa spinta iniziale, sembra essersi attestato. E purtroppo il livello odierno non è sufficiente. Questo perché il consumo finale di energia totale è aumentato e in settori quali il trasporto l’impiego delle rinnovabili non ha nemmeno raggiunto gli standard prefissati per il 2020. Ed è lì che gli Stati membri dovrebbero concentrare i loro sforzi.

L’aumento del consumo di energia ha ovviamente impatto anche sul raggiungimento dei target di efficientamento energetico che non verranno centrati nemmeno per il 2020 se non invertiamo la rotta.

Nocciolo della questione quindi è ridare vigore alle politiche ambientali che erano partite con slancio ma hanno poi perso vigore. Non si tratta di linee guida ma di imperativi fondamentali per la salute del nostro pianeta e di tutti i suoi abitanti.

E se vi va di approfondire scaricate e leggetevi il Report annuale 2018 dell’Agenzia Ambientale Europea: