ZeroPlastica

Mozziconi di sigaretta e inquinamento ambientale

Spread the love

Se l’emergenza non è solo la plastica, ma anche le sigarette.

mozziconi sigarette inquinamento ambientale
Mozziconi di sigaretta: una vera emergenza ambientale

Fumare fa male. Questo lo sappiamo tutti, giusto? E sì, ok, molti lo fanno comunque ma non ci occuperemo di questo (mi mancano le competenze psichiatriche!). Parleremo di quanto il fumo faccia male all’ambiente attraverso i milioni di cicche di sigaretta abbandonati. L’inquinamento ambientale passa anche dai mozziconi. Anzi, soprattutto da loro. Come sempre sono i numeri a parlare.

Secondo tutti gli enti che raccolgono dati sui rifiuti ritrovati lungo le spiagge di tutto il mondo, i mozziconi sono di gran lunga l’oggetto più presente: dal 1986, anno di inizio dell’attività di monitoraggio dell’International coastal cleanup, ne sono stati raccolti più di 60 milioni, pari a un terzo di tutta l’immondizia raccolta). Nel 2018 ne sono stati raccolti più di 2 milioni.

Internation Coastal Cleanup report 2018

Questo si deve essenzialmente a tre motivi (a cui sono arrivati i ricercato dell’Organizzazione Mondiale della Salute nel loro report del 2017 sull’industria del tabacco e il suo impatto ecologico):

  1. i fumatori nel mondo sono tantissimi e le sigarette fumate ogni anno sono 6 mila miliardi.
  2. il gesto di gettare il mozzicone per terra, in spiaggia, per strada è universalmente riconosciuto come accettabile dalla stragrande maggioranza dei fumatori.
  3. i costi del recupero e smaltimento dei mozziconi al momento grava sulle spalle della comunità, anche di chi non ha mai toccato una sigaretta in vita sua. Né il consumatore finale (se si esclude qualche sanzione prevista e poi realmente mai applicata), né tanto meno le multinazionali produttrici sono minimamente coinvolti e responsabilizzati.

Di cosa son fatti i mozziconi e perché sono così dannosi per l’ambiente?

I mozziconi non sono nient’altro che i filtri delle sigarette e sono composti per la maggior parte di acetato di cellulosa (giuro che, da ignorante, io pensavo fossero fatti di carta o roba simile e che quindi non fossero poi così dannosi). Si tratta di un materiale plastico che impiega decenni per biodegradarsi ma più spesso si sfalda in grandissime quantità di microparticelle di plastica che finiscono nel mare, poi nei pesci, etc etc.

Che poi è interessante sapere come il filtro sia una “grande” trovata di marketing delle multinazionali del tabacco che verso gli anni ’50 hanno pensato bene di dare un’aria più salutare al fumo, introducendo le sigarette col filtro. E vendendo l’idea che questo servisse a trattenere le sostanze più dannose. Si è scoperto poi che non era affatto vero. E non lo è tuttora, anzi secondo alcuni studi l’uso del filtro aumenterebbe le tossine prodotte dalla combustione del tabacco.

mozzicone sigaretta inquinamento ambientale

Purtroppo però, benché i filtri non salvino i tabagisti dal cancro, qualche sostanza riescono a trattenerla e quando vengono abbandonati in acqua (ma anche nel terreno) queste stesse sostanze le rilasciano. Un solo mozzicone in un litro d’acqua è letale per specie ittiche di acqua dolce e salata.

E non va meglio con i filtri usati da chi rolla fai-da-te. Questi sono più piccoli e quindi è più facile che gli animali li scambino per cibo e se li mangino.

Soluzioni all’inquinamento ambientale da mozziconi di sigaretta?

Soluzioni? Ovviamente ci sono. Quello che come sempre manca è la volontà di applicarle:

  • filtri biodegradabili, al momento esistono ma non se li fila nessuno, non c’è domanda e le multinazionali del tabacco non investiranno mai in scelte così importanti se non costrette. Se ne fregano dei danni delle sigarette sulle persone, volete che si preoccupino dei pesci?
  • sigarette senza filtro, tanto l’abbiam capito che non servono a niente. Per ora ci han provato senza successo solo in California.
  • inasprire e applicare le sanzioni per chi getta i mozziconi nell’ambiente, finché le persone non ci arrivano in autonomia toccherà obbligarle a suon di multe;
  • rispettare le nuove regole dell’UE, che stabiliscono una riduzione dei rifiuti plastici da mozziconi del 25% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030;
  • responsabilizzare i produttori (per vie governative o con la pressione dell’opinione pubblica com’è avvenuto per le multinazionali del beverage e come vi abbiamo già raccontato in questo articolo) affinché si facciano carico dei costi di smaltimento e riciclaggio. E perché no, di quelli di sensibilizzazione.
  • L’unica soluzione davvero immediata e praticabile è: raccogliere, raccogliere, raccogliere. Non buttare, non buttare, non buttare. E magari, perché no?, fumare qualche sigaretta in meno…ne guadagnerebbero salute e ambiente.