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MA LA BIOPLASTICA È DAVVERO COMPOSTABILE?

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la bioplastica è davvero compostabile?

Non so a voi, ma quel breve prefisso “bio” mi ha sempre fatto pensare che gli oggetti in bioplastica fossero biodegradabili e compostabili (ma sappiamo davvero il significato dei due termini?). Poi però qualche dubbio mi è venuto, perché, diciamocelo non è la stessa cosa buttare i fondi di caffè nel bidone dell’umido e buttarci un piatto seppur, per carità, in bioplastica. Mi chiedevo come facessero a diventare poi entrambi e nello stesso modo, compost. Quindi proviamo a chiarirci un po’ le idee: la bioplastica è davvero compostabile?

Il Mater-Bi, buono o cattivo?

il mater-bi è davvero compostabile?

Ad accrescere le mie iniziali perplessità si era aggiunta la polemica sul Mater-Bi, il materiale di cui sono fatti i nuovi sacchetti per la spesa e per la frutta. Quelli ce li avevano spacciati per compostabili, di questo son sicura. Ma poi qualche studioso (l’Università di Pisa, per non far nomi) ha scoperto che sono innocui solo se conferiti negli impianti appositi, non certo se abbandonati in mezzo al mare. Potevano dircelo prima, ma ok, possiamo farcene una ragione. Anche perché poi è arrivata a tranquillizzarci la risposta della Novamont (che il Mater-Bi lo produce) che conferma che in poche settimane, anche in fondo all’oceano, il nostro benedetto sacchetto sparisce senza lasciare sgradevoli microparticelle di plastica in giro a far danni. Detto ciò anche loro stessi si rendono conto di come lasciare rifiuti in giro, anche se bio, non sia mai la soluzione ideale (il che è vero ma non so perché non mi tranquillizza molto): qui trovate la loro posizione sull’inquinamento marino…

La bioplastica, questa sconosciuta.

Sulle bioplastiche invece la confusione è sempre stata massima. Perché ce n’è di vario tipo e non tutte purtroppo sono biodegradabili. Perché molti materiali sono a base bio, ma sono poi lavorati e mischiati ad altre sostanze per niente bio. Qui trovate un piccolo schema, tratto dal sito dell’associazione europea dei produttori:

la bioplastica è compostabile?

Ma anche quelle a base completamente biologica, sono davvero davvero compostabili? Intendo in pratica, non solo a livello teorico e in laboratorio. Posso allegramente buttarle nell’umido con le bucce di banana?

In Toscana, e non solo, la bioplastica NON è compostabile

la bioplastica non è sempre compostabile

Purtroppo ha risposto indirettamente alla mia domanda Alia, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti urbani in Toscana. Ebbene Alia ha recentemente invitato i cittadini a buttare la bioplastica nel bidone dell’indifferenziata. Ma come?! Eh sì, perché i loro attuali sistemi di compostaggio non sono in grado di riciclare questi materiali, anzi la loro presenza causa costi maggiori e rovina il prodotto finale. Le bioplastiche infatti si riducono al massimo in pezzettini che rendono il compost inutilizzabile e pericoloso per la nostra salute.

Discorso a parte solo per i sacchetti che essendo davvero sottili, riescono a sfaldarsi completamente.

La risposta dei produttori

Prontamente han risposto le associazioni dei produttori dicendo che qualche impianto pronto al riciclo delle bioplastiche in Italia è già attivo. Sarà pur vero, ma quel che è diventato chiaro è che purtroppo siamo ancora lontani da poter dire che tutto il sistema è pronto a riciclare la bioplastica. Anzi a dirla tutta pare che non sia pronto nemmeno a riciclare la plastica normale: di quella in commercio e riusciamo a riciclare solo il 25% (dati convegno Assorimap). Un po’ pochino. Il resto finisce nell’inceneritore, dove crea una bella nuvoletta di CO2 (come se non ne avessimo abbastanza) o a zonzo per l’ambiente dove potrà poi diventare con calma microplastica, per finire poi nei nostri piatti e nei nostri stomaci.

bioplastiche e compostaggio

Meno plastica…e anche meno bioplastiche.

La bioplastica sembrava la panacea di tutti i mali. Solo che produrla costa parecchio (e quello potremmo anche accettarlo per il bene del nostro pianeta) e se dovesse essere prodotta su larga scala andrebbe sicuramente a intaccare la produzione alimentare. Se poi ci aggiungiamo i costi per creare una filiera di riciclo tutta per lei, perde gran parte del suo fascino iniziale.

E si torna sempre all’unica vera, possibile soluzione. La più bio di tutte. Consumare meno. Buttare meno. Che sia plastica o bioplastica a questo punto, cambia poco.